Nuovi iMac: belli o brutti, per chi sono?

Apple ha annunciato, lo scorso 20 aprile, due nuovi dispositivi che montano lo stesso processore dei precedenti Macbook Air e Macbook Pro. Si tratta dei nuovi iPad Pro, da 11″ e 12,9″, e i nuovi iMac da 24″.

Se gli iPad Pro, che partono da prezzi abbastanza alti, è chiaro che sono rivolti a specifici utilizzatori che lavorano principalmente in movimento e/o con la grafica, dato che per tutti gli altri, dagli studenti alle famiglie l’iPad Air è la scelta più opportuna, lo stesso discorso non si applica sui nuovi iMac.

La diatriba è: perché hanno un processore tanto potente, ma un design così “poco” professionale? Occorre ammettere che pure tra i recensori statunitensi più in vista sono divisi. C’è a chi piace il nuovo design, come per esempio Linus Tech Tips, nonostante non sia un utilizzatore dei prodotti Apple, mentre Marques Brownlee non è entusiasta di questi colori, sebbene sia un grande utilizzatore di prodotti della mela.

Quindi Tim Cook a chi si rivolge con questi nuovi iMac? La risposta necessita di un po’ di ragionamento.

Innanzitutto questi iMac sembrano ritornare al passato, e all’anima dell’Apple di Steve Jobs. I nuovi colori in realtà sono la versione moderna dei colori del vecchio iMac G3, annunciato sul finire degli anni ’90 e che ha fatto andare in giubilo tutti noi ragazzini. Un punto di forza, battuto anche nelle pubblicità di quegli anni, era la semplicità di installazione del computer per navigare su Internet: con il modem integrato il vecchio iMac G3 necessitava di due davi, quello dell’alimentazione e quello del telefono e il gioco era fatto. Oggi il nuovo iMac, nella configurazione con il processore M1 con GPU da 8 core, offre l’alimentatore esterno con annessa la presa per il cavo Ethernet, non più presente sul retro del monitor da 11,5″.

Un altro punto da considerare e che lega questo nuovo iMac con il suo avo, è che entrambi montano un processore prodotto da Apple. Questa è una svolta importantissima e che segna il ritorno dei computer Apple che fecero nascere il mito del marchio stesso. Controllando la produzione del processore, del design e del software, la Apple è in grado di offrire dei dispositivi in grado di essere perfettamente utilizzabili in qualsiasi condizione senza richiedere particolari esigenze. Un esempio è il fatto che lo stesso processore ora è montato dall’iPad Pro, con una batteria minuscola, all’iMac, alimentato esternamente, e con un massimo di 16 GB di memoria integrata.

Un aspetto poco valutato, ma che probabilmente segnerà il mercato dei computer desktop, è che questo iMac sarà uno dei computer desktop più silenziosi di sempre. L’eliminazione del trasformatore dal retro del computer è un’ottima mossa per tenere a bada le ventole. Chi usa un portatile sa, infatti, quanto possa diventare caldo il trasformatore, eppure resiste senza ventole. Lo schermo, 4,5k e 24″, riesce a dissipare il calore dei pixel, dato il minimo spessore e l’utilizzo dell’alluminio. E poi il mento, chin, che ha lasciato alcuni con l’amaro in bocca. Ci si aspettava una riprogettazione, ma quel mento, oltre a essere diventata un’icona per l’iMac (cosa che succede se non si cambia il look per molti anni: prendete appunti), funge anche da ulteriore dissipatore passivo. All’interno è infatti collocato il cervello del computer, ed è coperta da due strati di alluminio, nella parte frontale e posteriore che tengono a bada il processore M1. Processore che ricordo è montato pure su due dispostivi che nemmeno hanno la ventola: il MacBook Air e l’iPad Pro! Quindi in questa configurazione si potrà avere il vantaggio di usarlo in compiti ancora più esigenti termicamente, senza incorrere immediatamente nel thermal throttling, cioè il rallentamento delle prestazioni dovuto al surriscaldamento del processore.

La connettività è anch’essa diventata moderna. Sui nuovi iMac troviamo solo porte Thunderbolt/USB 4 e ancora l’ingresso mini-jack. Mentre le prime sono sul retro, l’uscita audio si trova sul lato: ecco io avrei preferito sul lato inferiore, in quanto un cavo mini-jack sospeso come una trave nel vuoto, non durerà molto a lungo. Scommetto che tra un anno avremo i primi reclami sulla sua poca longevità. Per le porte Thunderbolt/USB 4, a cui si aggiungono due porte USB 3 nella configurazione con 8 core nella GPU, vi chiedo: quanti dispositivi avete connesso simultaneamente al vostro computer? Considerando che questo computer ha un’alimentazione separata dalle porte Thunderbolt, io avrei sempre avuto un ingresso libero. Poi oggi ci sono tanti dock dedicati se proprio avete tante periferiche.

Infine differenza tra i modelli disponibili:

  • il modello base ha il processore M1 con 8 core e una scheda grafica con 7 core, alimentatore semplice, 4 colori disponibili, con SSD a partire da 256 Gb, e due porte Thunderbolt/USB 4;
  • il modello intermedio mantiene lo stesso SSD da 256GB, ma configurabile fino a 2TB, aggiungendo però tre nuovi colori, due porte USB 3, l’alimentatore con la presa ethernet, e il processore M1 acquisisce un core in più nella GPU;
  • il modello più alto è uguale al modello intermedio, ma parte da un SSD da 512GB.

Tutti i modelli possono montare da 8 a 16Gb di memoria RAM unificata. Solo i modelli intermedio e quello più alto saranno consegnati con la tastiera con il Touch ID integrato e l’alimentatore configurabile con la porta ethernet. È pure disponibile l’attacco VESA, un tipo di attacco che solitamente si ritrova in ambienti professionali, come studi di registrazione o server, e che quindi è strano trovare in un prodotto come questo.

Quale scegliere? A prescindere da chi siate, il miglior compromesso lo si ha con questa configurazione:
modello intermedio, processore M1 con CPU da 8 core e GPU da 8 core, RAM preferibilmente da 16GB, 2 porte Thunderbolt/USB 4 e due porte USB 3, e SSD al massimo da 512GB.

Perché scegliere solo 512GB? Perché al giorno d’oggi chiunque, sia che prendiate questo computer per la famiglia, o per un piccolo ufficio o una grande azienda, dovrebbe avere un sistema d’archiviazione DAS o NAS separato! Ve ne parlo meglio in questo articolo, su come realizzare un sistema d’archiviazione che vi seguirà per più tempo di un dispositivo. Inoltre con Backblaze potrete avere un backup completo su cloud a un costo davvero irrisorio. Cliccate qui per ricevere un mese di archiviazione gratuita!

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Siamo arrivati dunque alla risposta alla domanda principale.
Questi iMac sono in realtà per tutti. Dovete considerare che un computer desktop è usato tendenzialmente per almeno 5 anni, se non addirittura 10, quindi il prezzo diventa davvero vantaggioso. Il pubblico ideale è la famiglia con gli interessi più disparati: dal guardare semplicemente video sul web, al dover compilare moduli e documenti, dal montare il video delle vacanze, organizzando le foto, a chi vuole cimentarsi con progetti musicali. Il processore della Apple è stato testato per tutti gli usi e in tutti ha superato le più rosee aspettative. Quindi nulla toglie che questo computer possa essere usato anche dai professionisti per le loro esigenze creative. D’altronde se avete un certo stile, Apple vi accontenta con il colore che più si addice al vostro gusto.
Potrebbero anche andare bene in piccoli uffici dove si gestiscono solo file testo, oppure piccoli negozi, anche se in questi casi opterei più per altri dispositivi, come per esempio i MacBook Air o MacBook Pro, in quanto permetterebbero all’impiegato di poter lavorare da casa occupando poco spazio. Mentre nei piccoli negozi è più agevole un iPad Pro, in quanto permetterebbe di gestire meglio l’inventario e occuperebbe uno spazio davvero irrisorio, anziché un computer imponente con uno schermo da 24″! Invece per coloro che lavorano con foto e video, questo computer può essere un ottimo trampolino di lancio per il proprio lavoro.
Per quanto riguarda l’attacco VESA, è difficile immaginare quanti effettivamente lo adotteranno. Magari saranno parecchi, data la possibilità di usare un appoggio regolabile in altezza. Chi può dirlo?

Voi comprerete il nuovo iMac? Lasciate pure un commento qui sotto all’articolo che, se lo avete trovato interessante, vi invito a condividere: magari interesserà a qualcun altro! E se non volete perdere gli altri articoli, iscrivetevi al mio blog!


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