Fotonotizie di Aprile: il mese dei giganti!

Sarà l’inizio della primavera, ma durante il mese d’aprile hanno fatto capolino molti dispositivi che si contendono il titolo di più grande della loro categoria. Da videocamere utilizzabili dai ciclopi a valigie che possono contenere una persona adulta, con alcune visioni sul futuro, sono incluse in questo articolo. Buona lettura!

Attrezzatura

Il primo hard-disk esterno autoalimentato da 8TB!

Seagate è la casa produttrice ad annunciare il primo hard-disk esterno autoalimentato tramite la porta USB del computer da ben 8TB. È stato battezzato the Seagate Innov8 ed ha tutte le caratteristiche per chi ha bisogno di molto spazio disponibile da poter utilizzare ovunque. Il rivestimento in alluminio mostra una connessione di tipo USB-C, presente anche sui nuovi Macbook, la quale supporta il protocollo USB 3.1. Il prezzo è anche sorprendentemente basso, intorno ai 350 dollari.
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Una videocamera da 755MP!!!

Dimenticate il 4k, dimenticate anche le schede di memoria attualmente in commercio. E dimenticate anche Lytro come l’avete conosciuta. Infatti la casa produttrice ha ufficialmente lasciato il mercato dei consumatori per concentrarsi su una fascia molto più alta con la prima soluzione al mondo per film e televisione di Light Field, con una telecamera da 755 megapixels in grado di registrare filmati nel formato RAW con una risoluzione di 40K, 16 stop di gamma dinamica, ed una frequenza di fotogrammi fino a 300 immagini al secondo. Il sogno di chiunque!!! Ma con delle particolarità che spesso non vengono tenute in considerazione: per esempio la registrazione di un secondo di filmato con queste caratteristiche necessita di ben 400Gb di spazio! Praticamente dimenticatevi anche gli hard disk che avete montati sul vostro computer. Questa nuova telecamera, dimostrata alla esposizione della National Association of Broadcasters che si è tenuta a Las Vegas, combina il mondo bidimensionale tipico delle foto/videocamere ed il tridimensionale, trasformando ogni immagine in un modello 3D, facendovi dimenticare anche lo schermo verde. È essenzialmente l’evoluzione (di non so quale livello) della Illum, essendo in grado di catturare la scena da diverse angolazioni, con diverse lunghezze focali, diversi valori di apertura del diaframma, di tempo d’esposizione, di frequenze di fotogrammi e molto altro. In fase di montaggio potrete scegliere l’effetto finale che vorrete dare ai vostri film dando una migliore possibilità nel combinare fli effetti speciali nell’inquadratura. Potete vedere l’introduzione a questa videocamera nei video che seguono o sul sito di Lytro.

Leica e Huawei: nuovi standard per le fotocamere dei cellulari

Leica è il partner ufficiale di Huawei nella progettazione e produzione di obiettivi Leica in un cellulare. Il plurale è necessario perché nel nuovo cellulare P9 di Huawei esistono due obiettivi da 24mm f/2.2 Summarit ASPH per i due sensori fotografici presenti. Ogni sensore conta 12 megapixels e si differenziano dal fatto che mentre uno registra solo informazioni sul colore, l’altro scatta solo in monocromia. Questa soluzione tecnologica permette di incrementare il contratto del 50%, secondo Huawei e Leica, e di aumentare la quantità di luce che le fotocamere riescono a catturare del 300%. Inoltre si riesce a controllare la messa a fuoco e la profondità di campo DOPO aver scattato la foto. La app che controlla i due sensori è stata progettata anche per i fotografi in quanto permette di avere pienamente controlli manuali ed anche i profili colori di Leica. L’amministratore delegato Oliver Kaltner afferma che questa collaborazione non è solo limitata per un prodotto ma si tratta di “una collaborazione a lungo termine, pertanto non è un un singolo prodotto, ma un viaggio che stiamo cominciando per ottenere risultati migliori nella fotografia”. Il nuovo cellulare è già disponibile in Italia.

La più grande valigia da Think Tank

Think Tank, uno dei marchi leader nella produzione di borse e valigie per attrezzature fotografiche, ha realizzato la valigia più grande. Dalle dimensioni di 44x135x32cm e dal peso inferiore ai 10kg, la Production Manager 50 è la valigia fotografica più grande al mondo. Ovviamente ha tutte le caratteristiche di un prodotto Think Tank: dagli innumerevoli divisori imbottiti e personalizzabili ad un sistema di chiusura sicuro, ad un rivestimento per la pioggia. È equipaggiata di maniglie sui quattro lati e delle ruote ammortizzate. Può contenere: fino a 4 unità flash di media potenza, 3 batterie esterne, ombrelli, modificatori per la luce, e supporti per luci. Di seguito un video di presentazione di questa enorme valigia.

Arriva Inferno

No, non è la fine del mondo, ma il nome che Atomos ha dato al nuovo registratore monitor in 4k e 60fps. Shogun Inferno, questo il nome intero, ha le funzionalità di registrare in HDR, un monitor a 10-bit e luminosità fino a 1500nit, ed è in grado di registrare in 4k fino a 60 immagini al secondo ed in fullHD fino a 240 immagini secondo, con il supporto del video nel formato RAW. Insieme sono stati annunciati dei nuovi cavi HDMI, per un costo totale di circa 2000 euro.

Il ritorno di Zenit

Il marchio russo Zenit ritorna sul mercato dopo 10 anni con una nuova serie di obiettivi manuali KMZ/Zenit, che include uno Zenitar 50mm f/0.95, 50mm f/1.2 ed 85mm f/1.2. L’obiettivo più luminoso è per l’attacco delle fotocamere mirrorless di Sony FE, e dovrebbe raggiungere il mercato nel 2017, insieme all’85mm f/1.2 progettato per fotocamere con sensore da 35mm. L’obiettivo 50mm f/1.2 è progettato per fotocamere con sensori da 35mm e sarà disponibile entro la fine quest’anno per gli attacchi Nikon e Canon.

Un altro gigante: DJI Matrice 600

Sempre in tema di attrezzatura enorme, DJI ha svelato il loro drone più potente chiamato Matrice 600. L’esacottero è dotato di un nuovo sistema di controllo A3 con tecnologia di trasmissione del video Lightbridge 2 capace di trasmettere HD video ad alte frequenze di fotogrammi per un raggio di circa 5 chilometri. Il carrello d’atteraggio è retraibile, i motori sono raffreddati attivamente, ed il drone riesce a portare fino a circa 5.8 chili di carico utile. Il senior Product Manager Paul Pan è sicuro nel dire che “è la piattaforme professionale più potente e più facile da utilizzare che DJI abbia mai prodotto”. Insieme vi è un nuovo sistema cardanico, il Ronin-MX aerial, compatibile con foto/videocamere Arri, Black Magic, Canon, Panasonic, RED, Sony, Nikon, e capace di trasportare fino a 4.5 chili di carico. Il costo è anche enorme, con circa 4500 euro per il solo esacottero e circa 1600 euro per il giunto cardanico.

Un passo avanti e due indietro

Se da un lato Leica guarda al futuro con la collaborazione con Huawei, dall’altro ha appena annunciato una fotocamera che sembra provenire dagli anni novanta. Il modello Leica M-D (Typ 262), infatti, è una fotocamera con un sensore digitale e… e basta! Ha solo controlli fisici per quanto riguarda il tempo di esposizione, l’apertura del diaframma e la sensibilità (grazie Leica per questa avanguardia!) ma manca di tutto il resto, soprattutto di uno schermo LCD. Secondo Leica questo accorgimento promuoverà la concentrazione dei propri clienti su cosa è essenziale: la foto. Non è presente nemmeno il logo della casa. Maggiori informazioni sul prodotto qui.

Futuro

La nuova frontiera: immagazzinare dati nel DNA

Forse avranno visto la nuova videocamera di Lytro i ricercatori Microsoft e dell’Università di Washington per motivarli a cercare vie alternative al salvataggio dei dati, tanto da trovare una soluzione nel DNA. Infatti hanno scoperto un metodo di archiviazione che permette di codificare, immagazzinare, e decodificare dati usando solo le molecole del DNA, che può contenere i dati milioni di volte meglio dei supporti odierni (Seagate: il tuo hard disk da 8Tb è già vecchio!). Fanno notare infatti che in una piccola sbavatura di DNA possono trovare spazio 10000Gb di dati. Gli scienziati sono riusciti con successo a codificare e decodificare quattro foto in una sequenza di DNA. Dal loro articolo, che può essere visto qui per maggiori informazioni, dicono che “la vita ha prodotto questa fantastica molecola chiamata DNA che in modo efficiente immagazzina qualsiasi tipo di informazione sui nostri geni e come un sistema vivente funzioni, in maniera molto compatta e duratura, per centinaia di migliaia di anni”. Fanno inoltre notare che i sistemi odierni di archiviazione hanno una vita di poche decine di anni, mentre il DNA può resistere per secoli.

Software

Il primo software dopo 10 anni

Dopo dieci anni circa dall’uscita dell’ultimo software per lo sviluppo dei file in RAW (Lightroom), si affaccia sul mercato un nuovo software chiamato Photo Raw e prodotto da ON1. La casa software dichiara che il nuovo programma è il futuro dello sviluppo digitale avendo un codice ottimizzato per i megapixel presenti nelle moderne fotocamere e sistemi di computer grafica molto performanti (tutt’oggi Lightroom ha un’architettura molto simile da quando è stato introdotto, per questo è considerato un programma lento, nonostante le sue funzionalità). Il nuovo programma, Photo Raw sarà il più veloce, il più flessibile ed il più facile da usare, secondo i produttori, in grado di aprire e rendere operativi file da 50 megapixel in una frazione di secondo, mostrando lo sviluppo non distruttivo immediatamente, senza ritardi. È costruito su un sistema browser che permetterà agli utenti di saltare l’importazione e la catalogazione delle foto. Ahimè sarà disponibile in due versioni: una versione standalone, ed una con una sottoscrizione. Maggiori informazioni cliccando qui.

Storie di fotografi

Non sapete dove mostrare le vostre foto? Riempite la vostra casa di sabbia!

Per mostrare le sue foto di case riempite di sabbia, la fotografa Emma McEvoy ha deciso di riempire la sua casa con la sabbia e di trasformarla in un luogo originale e coerente per le sue foto. La serie, chiamata Castelli di Sabbia, ritrae le case abbandonate e riempite di sabbia della città mineraria di Kolmaskop in Namibia. La casa luogo della mostra in realtà era prossima alla demolizione, ma McEvoy l’ha affittata e riempita con 9 tonnellate di sabbia. Insieme ad altre 7 persone, ci sono voluti due tir e mezza giornata per portare la sabbia all’interno. La mostra è durata dal 31 marzo al 3 aprile, il giorno prima della sua demolizione. Si possono trovare delle foto a questo link.

Non sapete cosa fotografare? Dedicatevi alla fotografia macro!

Un altro fotografo, Levon Biss, è l’autore della prossima mostra “Microsculpture” dove saranno mostrate le sue foto altamente dettagliate di insetti. Ha usato un obiettivo molto particolare, cioè un microscopio, il quale fornisce una incredibillmente minuscola profondità di campo, tanto da avere bisogno fino a 10000 singole foto per poterne creare una sola. L’intero processo lo ha impegnato circa due settimane per ogni risultato finale. Gli insetti sono stati forniti (perché è altamente improbabile trovarne uno in natura così paziente da attendere che voi finiate) dal Museo di Storia naturale dell’Università di Oxford, e sono tra gli esemplari più rari. La mostra sarà visitabile dal 27 maggio fino al prossimo 30 ottobre nel cortile principale del museo.

Vi rubano la foto? Compratela da chi ve l’ha rubata!

Capita a chiunque fa delle belle foto: prima o poi vengono rubate. O peggio vengono rivendute. Il fotografo Steve Arklay, un giorno, ha visto una delle sue foto pubblicate su un profilo Instagram di una persona sconosciuta. Arklay pensava che la foto, pubblicata sul sito di surging Swellnet come Onda del Giorno, sarebbe stata presa dalla persona tramite quella pubblicazione, avvenuta con la sua autorizzazione. Andando a controllare il profilo Instagram, Arklay ha scoperto che le stampe di tutte le foto pubblicate sono in vendita. Incuriosito ha trovato la sua foto pure sulla corrispettiva pagina Facebook del sedicente venditore, e per completare l’ormai irreperabile danno su quella versione della foto vi era il logo del ladro! Ed è qui che inizia la reazione di Arklay: invece di commentare e segnalare la foto, ha chiesto al ladro di stampare quella sua foto chiedendo in quali dimensioni fosse disponibile. Il ladro rispose che poteva stampare fino alle dimensioni massime di 30x20cm, per la bassa risoluzione. Accontentandosi della piccola stampa, il fotografo allora si spalesa inviando il suo indirizzo. Allora il ladro si è accorto che il suo cliente in realtà era il vero autore della foto ed ha smesso di comunicare con lui. È andato pure oltre cancellando l’immagine in questione sia dal profilo Instagram che Facebook. Arklay dichiara che non voleva tendergli una trappola, ma era soltanto curioso di come questo ladro di foto potesse riuscire in una cosa del genere. Tuttavia rimane un’interrogativo: quanti soldi ha rubato alla gente vendendo foto rubate? Io sicuramente non avrei reagito in questa maniera.

 

Qual è stata la vostra notizia preferita? Lasciate pure un commento qui sotto! Se non volete perdere gli altri articoli sulla fotografia e videografia, iscrivetevi al mio blog.

Al prossimo mese con altre novità e curiosità dal mondo della fotografia ed affini!

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