Il flash: breve introduzione

Tutte le fotocamere in commercio, tranne quelle di livello professionale, includono il flash. Purtroppo, non tutti coloro che hanno una fotocamera con il flash, dallo smartphone alla reflex, sanno come utilizzarlo. Se scattate in modalità automatica in condizioni di scarsa luminosità vi ritrovate con la foto totalmente illuminata senza avere nessun controllo su dove e cosa illuminare e quanto, allora neanche voi sapete usare il flash. Ma voi siete migliori, perché state leggendo questo articolo. Se volete conoscere tutti i dati di scatto delle foto, cliccate sulle rispettive foto. Sarete ricondotti sul mio account Flickr.

Iniziamo subito con il dire che il flash non serve per fotografare paesaggi in notturna. Il flash, sia incorporato che esterno, ha pur sempre una potenza limitata. Esso è efficace solo per soggetti che si trovano a pochi metri. Quanti metri dipende dalla potenza del flash. Generalmente però non si devono superare i cinque metri circa. Se il vostro soggetto si trova oltre 5 metri da voi, allora è giunto il momento di usare un flash esterno più vicino al nostro soggetto. Oppure più semplicemente avvicinatevi al soggetto affinché rientri nel raggio d’azione del flash.

Il raggio d’azione del flash indica anche la sua potenza. In base alla distanza la sua potenza diminuisce. Immaginate di sostituire il flash con il Sole: sulla superficie di Venere, ad una distanza di circa 100 milioni di chilometri dalla nostra stella, si ha una temperatura media di 460°C. Sulla superficie della Terra, che si trova ad una distanza media di 150 milioni di chilometri, si registrano temperature massime di 14°C, infine sulla superficie di Marte, ad una distanza di circa 230 milioni di chilometri si registrano temperature medie di -67°C. Questo può essere riassunto da questo grafico:
inverse square law

La temperatura è dovuta alla radiazione del Sole, e come si può chiaramente vedere essa decresce rapidamente all’aumentare della distanza. Con uno scarto di soli 50 milioni di chilometri si una diminuizione di oltre 400°C! Tuttavia c’è da notare che nonostante tra la Terra e Marte la distanza sia di 80 milioni di chilometri la differenza di temperatura è minore, soli 80°C circa, a fronte della differenza di oltre 400°C tra la Terra e Venere. Certo nel caso dei pianeti entrano in gioco anche altri fattori, come per esempio la composizione dell’atmosfera che li circonda, ma la regola generale è che a distanze elevate la differenza di intensità è minima. A brevi distanze, piccole variazioni di distanza si traducono in grandi variazioni di intensità della radiazione solare.

Allo stesso modo succede con i flash come evidenziato da questa foto.
Degradazione del flash
Piccole variazioni di distanza, nelle prossimità del flash, provocano grandi variazioni di intensità della luce proveniente dal flash. L’intensità si assesta a grandi distanze, dove vi sono vaste porzioni di spazio, prima che l’intensità varia nuovamente. Questa è la regola dell’inverso del quadrato: in termini matematici, l’intensità è proporzionale a 1/(R^2), dove R è la distanza, e significa che se la distanza raddoppia, l’intensità della luce è diminuita di quattro volte rispetto alla posizione originaria.

Questo ci fa rendere subito conto che a distanze oltre i 4 metri l’intensità dei più generici flash è pressoché nulla, anche se si usa tutta la loro potenza, rendendoli dunque inutili per soggetti oltre questa distanza. È una limitazione da tenere in considerazione quando si usa il flash.

Il flash, come dal nome, avviene in una frazione di secondo più veloce di qualsiasi tempo d’esposizione disponibile nelle fotocamere. Un forte limite è dato dalla fotocamera però. Oltre un certo tempo d’esposizione non si può più utilizzare il flash, a meno che non si usa una modalità particolare, che vedremo in un altro articolo. Il tempo di esposizione minimo a cui si può utilizzare il flash è, a seconda della fotocamera, di 1/200 di secondo o di 1/250 di secondo. Il flash si aziona quando tutto il sensore è completamente esposto. Le foto seguenti parlano chiaro: la banda nera che si vede è la seconda tendina che segue sempre più da vicino la prima tendina, la quale, appena scompare dal sensore fa scattare il flash.

1/250 di secondo

1/500 di secondo

1/1000 di secondo

Per tempi di esposizioni più breve si può vedere come le due tendine sono separate da una piccolissima distanza. Se il flash viene azionato, vedi immagini sopra, con questi tempi di esposizione, rispettivamente di 1/250, 1/500, ed 1/1000 di secondo, si otterranno delle foto illuminate a metà, aventi una parte completamente nera e persa.

Quindi come facciamo a fermare il movimento del nostro soggetto? Lo fa il flash! Il flash, come detto prima avviene in una piccolissima frazione di secondo sufficiente a fermare qualsiasi movimento, fino ad un proiettile! Il tempo di esposizione controlla solamente l’esposizione delle parti non illuminate dal flash: l’ambiente circostante illuminato da una luce costante, come il sole, od una lampada. A questo esempio ecco in aiuto questa sequenza di immagini. La parte sinistra del soggetto, una decorazione natalizia, è illuminata da un pannello a LED fonte di luce costante. La parte destra invece è illuminata da un flash esterno. Notate come, variando il tempo di esposizione di stop in stop da 1/250 di secondo ad 1 secondo, la parte illuminata dal flash non varia di esposizione, mentre quella illuminata dal pannello LED varia notevolmente l’esposizione. Apertura del diaframma e sensibilità del sensore sono rimaste invariate durante la prova, come l’intensità del faretto LED e del flash.

1/250 di secondo

1/125 di secondo

1/60 di secondo

1/30 di secondo

1/15 di secondo

1/8 di secondo

1/4 di secondo

0.5 secondi

1 secondo

Prima di utilizzare il flash ciò che è opportuno fare è impostare un’esposizione affinché abbiamo un tempo di esposizione maggiore del massimo tempo di sincronizzazione di 1/200 o di 1/250 di secondo. Dopo aggiungiamo il flash e ci accorgiamo che esso non produce una buona esposizione sul nostro soggetto. Possiamo manualmente cambiare l’intensità del flash, o variare la sua distanza dal soggetto se è esterno. Il parametro più veloce che possiamo variare è l’apertura del diaframma. Certo, questo influenzerà la profondità di campo, un effetto artistico, della nostra foto, ma se questo non è un problema, allora questa è la via più economica. Di nuovo riprendiamo il nostro esempio con il decoro natalizio. Questa volta ho variato soltanto l’apertura del diaframma del mio obiettivo, da f/4.5 fino ad f/22, lasciando invariati il tempo di esposizione, la sensibilità del sensore, l’intensità del flash e del pannello LED.

f/4.5

f/5.6

f/8.0

f/11.0

f/16.0

f/22//embedr.flickr.com/assets/client-code.js

Questo esempio è lampante (notate il gioco di parole? :P) perché notiamo che l’esposizione della parte illuminata dal pannello LED non varia allo stesso modo di quanto riusciamo a controllare l’intensità del flash dalla nostra fotocamera con i parametri base per ogni tipo di fotografia.

È lecito chiedersi cosa succede se a variare è la sensibilità del sensore. Potete notare nella serie di immagini seguenti dove ho variato la sensibilità, da ISO 100 ad ISO 1600, come questa trasla l’esposizione sia di flash che di luce continua in egual modo. Quindi una volta impostata per l’esposizione base sulla luce continua disponibile, la sensibilità del sensore può rimanere invariata, giocando tutto sull’apertura del diaframma (od intensità del flash o la sua distanza dal soggetto), senza dover ricalibrare gli altri parametri della fotografia, entrando in un circolo vizioso frustrante e deleterio.

ISO 100

ISO 200

ISO 400

ISO 800

ISO 1600

Infine i valori di potenza del flash. Essi sono indicati tramite una frazione, dove 1/1 è la piena potenza, e man mano essa viene dimezzata fino ad un valore minimo di 1/64 o di 1/128. La quantità di luce dimezza da un valore ad un altro, e questo passo è chiamato anch’esso stop. Quindi se si passa da 1/2 ad 1/4, si dimezza la quantità di luce, se invece si passa da 1/8 ad 1/4, si raddoppia la quantità di luce. È possibile impostare dei valori intermedi con incremeti di un terzo di stop.

Per questo articolo è tutto: spero di essere stato chiaro ma se aveste dei dubbi non esistate a lasciare un commento qui sotto. Se vi è stato utile, allora condividetelo, magari aiuterà anche altri. E se non volete perdere gli altri articoli, iscrivetevi al mio blog!

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