Come usare il lavoro creativo altrui.

Come molti di coloro che condividono le proprie foto ed i propri sul web, anche a me è successo che qualcuno abbia usato una mia immagine per la foto del profilo o semplicemente per condividerla. Senza citare nella didascalia chi abbia creato quell’immagine, né da dove l’abbia presa.

È un fenomeno in continua crescita, e dubito che mai smetterà, ma è bene fissare alcuni punti chiave. Personalmente, quando mi sono state rubate delle foto, ho scritto ai ladri ed hanno provveduto, più o meno prontamente, a salvare il danno.

Non ho paura a dichiararli dei veri e propri ladri: in fondo si stanno appropriando di una cosa non di loro proprietà e la spacciano per una loro creazione. La loro scusa è: “era sul web”.

È vero: è sul web, ma ciò non significa che è di tutti. Nei vari termini e condizioni, che si accettano quando ci si iscrive ad un social network, è descritto anche di chi sono i contenuti caricati. A titolo di esempio nei termini di servizio di YouTube, all’articolo 5.1, sezione A è scritto:
“non è consentito distribuire alcuna parte o parti del Sito web o del Servizio, compresi a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, i Contenuti, con alcun mezzo senza la previa autorizzazione scritta di YouTube, salvo il caso in cui YouTube renda disponibili i mezzi per tale distribuzione mediante funzioni offerte dal Servizio (ad esempio, YouTube Player)”. I contenuti sono i video che i vari profili caricano sul proprio canale.

Facebook invece ha una sezione ampia sul diritto d’autore, oltre ad una breve guida su come comportarsi quando si caricano dei contenuti. Potete leggerla cliccando qui. Anche Instagram ha una sezione dedicata al diritto d’autore, e ribadisce di nuovo ciò che si è detto altrove: se il contenuto che si vuole caricare non è creato personalmente, allora non si può caricare, senza il permesso dell’autore. Maggiori informazioni su Instagram ed il diritto d’autore possono essere lette cliccando qui.

Dunque non si possono scaricare e ricaricare come proprie i prodotti di lavoro intellettuale e creativo e spacciarli per propri. Come fare?

La soluzione più semplice ce la danno già i vari social network e qualsiasi sito. Si tratta del link del contenuto. Compiando l’indirizzo di quel contenuto e pubblicarlo non è affatto vietato, anzi è incentivato e gradito! In questo modo si può benissimo rendere noti ai propri amici e conoscenze un lavoro che abbiamo particolarmente apprezzato, ma si da anche l’opportunità al creatore di essere conosciuto da altre persone. È un piccolo, semplice, e gratuito modo per ripagare il creatore, sia esso di una foto, di un video, o di un articolo. Quasi tutti i siti hanno poi dei pulsanti dedicati per facilitare questo metodo. Solitamente è un semplice tasto “condividi” come per esempio su Facebook e YouTube, in alcuni casi è una freccia, per esempio su Flickr dove è poi possibile il modo preferito per condividere il contenuto, altri siti invece hanno dei pulsanti con i loghi dei maggiori siti di aggregazione sociale, come è il caso anche del mio sito, come potete vedere qui sotto.

Ma ammettiamo che proprio volete usare quel contenuto nel vostro profilo, come foto di copertina, o nel vostro video, insomma nella vostra creazione. Il metodo più semplice è chiedere. Non ho mai capito perché a nessuno salta mai in mente di chiedere il permesso, ma scegliere invece la via del furto. Chiedere è gratuito ed il peggio che vi si possa rispondere è di rifiutare la vostra offerta. Forse è proprio questo il motivo: il non riuscire ad affrontare un rifiuto. Ma vi assicuro che il più delle volte non è affatto così. Anche al creativo, anche a me, interessa che il mio lavoro possa essere condiviso e reso noto il più possibile, quindi non esitate a chiedere il permesso. La maggior parte delle volte vi sarà dato il permesso di usare una foto come vostra foto profilo, o di copertina, o di fare parte della vostra creazione. È sufficiente essere onesti. Nel caso in cui ciò accada è bene ringraziare chi vi concede il permesso in maniera altrettanto semplice: citandolo. Nella didascalia o nei titoli di coda, o nell’articolo, occorre citare chi vi ha concesso un suo lavoro in maniera gratuita, rimandando ad un contatto, il sito, il profilo su un social network, per permettere ad altri di conoscerlo ed apprezzare ciò che egli od ella crea. Ricordate sempre che ciò che avete preso non è mai vostro, ma vi si concede di utilizzarlo, quindi perché essere avidi e non ricambiare il favore?

Ciò che ho scritto nel paragrafo precedente vale esclusivamente quando il motivo per cui volete utilizzare la creazione altrui è puramente non commerciale. Ma nel caso in cui sulla vostra creazione volete guadagnarci dei soldi, o è un progetto dove vi sono soldi, allora è obbligatorio dare una parte di quei soldi a chi vi sta fornendo del materiale. Il creativo ha tutta la libertà di scegliere se lavorare con voi o no, come anche voi avete la stessa libertà. Ma non si ha alcun diritto, né pretesa, che il lavoro altrui vi debba essere consegnato gratuitamente. Molti che sono alle prime armi cadono in questa trappola: dacci questa foto, in cambio ti daremo un po’ di pubblicità. Con la pubblicità non si paga né l’attrezzatura impiegata né il tempo dedicato per quella specifica creazione. Quindi a chi viene chiesto di lavorare gratuitamente in cambio di esposizione dico chiaramente: se accettate vi sfruttano. Ciò va contro decenni di lotte di lavoratori per avere delle condizioni lavorative per lo meno umane. Non dico dignitose, perché ciò dipende anche dalla qualità con cui si effettua un determinato lavoro. Ma nessuno deve essere sfruttato.

Riepilogando dunque avremo due casi:
nel caso di uso personale è bene innanzitutto usare i mezzi già a disposizione tramite la CONDIVISIONE dell’indirizzo a cui si trova il contenuto che piace, oppure tramite i pulsanti di condivisione dedicati. Se proprio si desidera quella creazione, che può essere una foto od un video od un articolo, prima di tutto è chiedere il permesso e, se questo viene accordato, citare l’autore. Altrimenti lasciare perdere.

nel caso di uso commerciale è obbligatorio chiedere il permesso e ripagare in maniera adeguata.

Buona condivisione!

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