Modalità del flash

In questo articolo vedremo più in dettaglio le modalità di utilizzo del flash presenti in gran parte delle fotocamere oggi in commercio.
Queste modalità vengono in aiuto in diverse occasioni, soprattutto se si usa il flash incorporato od un flash diretto sul soggetto.

Automatica

È la funzione di base utilizzata da molti. Nota come ETTL, acronimo per Exposure Through The Lens, permette alla fotocamera di stabilire la potenza del flash in base all’illuminazione del nostro soggetto, valutata attraverso l’obiettivo. Essa va bene in quasi tutte le occasioni, soprattutto se si scatta con flash diretto e senza modifiche. Se invece utilizziamo un flash esterno, apportando anche alcune modifiche alla sua direzione, allora questa modalità deve cedere il passo alla modalità manuale, dove possiamo inserire manualmente la potenza desiderata avendo dei risultati consistenti, scatto dopo scatto.

Riduzione occhi rossi

La modalità più famosa è della riduzione degli occhi rossi. Avere i soggetti con gli occhi rosso sangue è un problema derivato dalla scarsa illuminazione dell’ambiente circostante. I nostri occhi aprono la loro “apertura” cioè le pupille si dilatano per permettere di raccogliere quanta più luce possibile. Il flash avviene in una frazione di secondo molto più breve del tempo necessario affinche le pupille si adattino all’incredibile quantità di luce che ha il tempo di rimbalzare sulla retina e risultare negli occhi rossi. Impostando la modalità di riduzione degli occhi rossi, la fotocamera innesca due flash a breve distanza tra loro, oppure in alcune fotocamere vi è una luce fissa. Il primo flash serve per fare chiudere le pupille degli occhi in modo che si adattino all’arrivo del secondo flash quando si scatta la foto. In questo modo non tutto il flash raggiunge la retina ed ancora meno riesce a ritornare alla macchina fotografica. Piccola curiosità: se alcuni dei vostri soggetti non hanno gli occhi rossi, mentre le persone subito vicine li hanno, allora questi soggetti possono avere dei problemi agli occhi, ed è consigliabile una visita.

Seconda tendina

Solitamente il flash si attiva non appena la prima tendina dell’otturatore ha esposto completamente il sensore, pertanto prima si ferma l’immagine con il flash, e dopo si acquisisce la luce ambientale fino a quando la seconda tendina chiude il sensore. In questo modo evitiamo qualsiasi traccia di movimento del nostro soggetto. Se invece volessimo introdurre un certo movimento allora occorre utilizzare la modalità di seconda tendina. In questo caso il sensore raccoglie prima la luce ambientale continua, e poco prima di finire l’esposizione il flash si aziona congelando il movimento. Questa modalità è ottima per esempio durante i balli od azioni veloci in quanto produce delle foto che rendono bene l’idea di movimento della scena.

HSS High Speed Sync

Passando da tempi d’esposizione lunghi a tempi d’esposizione più brevi, ed anche ad un flash esterno con caratteristiche tecniche diverse, troviamo la modalità, un po’ più artistica, è la modalità di High Speed Sync, sincronizzazione ad alta velocità. Ho già detto che vi è un limite nel tempo di esposizione utilizzabile con il flash, dipendente dalla fotocamera in possesso di 1/200 o di 1/250 di secondo. Sappiamo anche il tempo di esposizione controlla solo l’esposizione della luce continua e non influenza il flash. Può succedere tuttavia che nonostante siamo a sensibilità del sensore minime, vogliamo una profondità di campo minima per esaltare il nostro soggetto, il tempo di esposizione necessario sia minore del tempo minimo di sincronizzazione. Con questa modalità possiamo utilizzare tempi di esposizione più brevi. Il flash questa volta emetterà più impulsi, in modo che ogni porzione di sensore esposta alla luce acquisisca la stessa quantità di luce dal flash. Solo a patto di rallentare di molto l’azione, possiamo vederla in azione, altrimenti è invisibile all’occhio umano. Lo svantaggio è di utilizzare alte sensibilità del sensore, anche in pieno giorno. Ogni parte del sensore è esposta per un brevissimo tempo, sia alla luce continua che alla luce del flash, ed affinché il flash possa risultare nella foto abbiamo bisogno che ci sia una sensibilità maggiore del sensore. Una sensibilità maggiore introduce il rumore digitale che dobbiamo poi correggere durante lo sviluppo. Una soluzione è quella di utilizzare un filtro a densità neutra in grado di bloccare circa 5 stop di luce. Gli svantaggi sono il costo, un buon filtro costa oltre i 150 euro, ed anche il miglior filtro riduce la qualità dell’immagine introducendo delle tonalità di colore diverse. Se si scelgono filtri di scarsa qualità, si riduce anche la nitidezza dell’obiettivo.

Spero di essere stato chiaro, ma se aveste dei dubbi non esitate a lasciare un commento qui sotto all’articolo, che se lo avete trovato interessante vi invito a condividere: magari interesserà anche altri. Inoltre se non volete perdere i prossimi articoli iscrivetevi al mio blog!

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