Triangolo dell’esposizione per i video

In un precedente articolo abbiamo parlato del tempo di esposizione per i video, e come sia fondamentale che non vari, in linea generale, durante la registrazione. È un valore fissato, che nel mondo della fotografia si rivela molto utile per controllare la quantità di luce che raggiunge il sensore. Il triangolo dell’esposizione ha un valore determinato dal tipo di frequenza di fotogrammi che stiamo usando.

prova

Per ottenere una corretta esposizione durante la registrazione di un video, gli unici valori che possono essere variati sono l’apertura del diaframma e la sensibilità del sensore. Questi incidono pure sul risultato finale.

L’apertura del diaframma determina, oltre alla lunghezza focale ed alla distanza tra soggetto e fotocamera, l’aerea in cui i soggetti sono ben nitidi. In giornate luminose ci ritroveremo ad usare aperture del diaframma molto piccole, f/16 od f/22 per esempio, avendo così tutta la scena a fuoco. Tuttavia a queste aperture del diaframma entra in gioco la rifrazione e la qualità dell’immagine può soffrirne, anche se in maniera quasi impercettibile. In fondo nel video, poiché si tratta di immagini in movimento, alcune imperfezioni possono essere trascurate, a meno che esse non creano degli artefatti in grado di distogliere l’attenzione dall’osservatore.

Variazioni improvvise della luminosità richiedono variazioni dell’apertura del diaframma, che nei normali obiettivi di natura fotografica, portano a degli scatti di esposizione, poiché il meccanismo del diaframma non è fluido, ma ad ogni valore le lamelle si fermano per un tempo sufficientemente lungo da essere visibile nel video. Negli obiettivi cinematografici, invece, il meccanismo del diaframma non ha alcun scatto, ed inoltre permette una variazione più precisa dato che l’operatore agisce sulla ghiera dedicata sull’obiettivo invece che un tasto sulla fotocamera.

In aggiunta a questi scatti sul video, vi sono degli scatti del comando che possono essere ripresi dal microfono interno alla fotocamera.
La soluzione può essere considerata costosa, ma in confronto al prezzo degli obiettivi cinematografici (molto più cari rispetto alle loro versioni fotografiche) è invece molto vantaggiosa. Si tratta di un filtro neutro a densità variabile. Questi filtri sono composti da due vetri speciali che ruotati tagliano l’intensità della luce entrante nell’obiettivo. Questo permette di variare l’esposizione in maniera dolce e silenziosa. L’utilizzo di questo tipo speciale di filtro comporta alcuni svantaggi. Poiché sono elementi aggiuntivi all’obiettivo, essi possono degradare la qualità dell’immagine, introducendo degli artefatti, rendendo meno nitidi i soggetti, e soprattutto cambiando il colore della scena. Ogni filtro è diverso, per questo vi consiglia di fare una ricerca vostra personale per scegliere il filtro che più soddisfi le vostre esigenze. Un altro svantaggio è che non possono essere usati al loro valore massimo di filtraggio dell’intensità della luce, poiché a questo valore essi mostrano la tipica X sull’inquadratura, rovinando completamente la ripresa. L’acquisto di uno di questi filtri può essere un investimento importante, ed è dunque inutile comprare filtri di scarsa qualità, ma neanche comprare un filtro per ogni obiettivo del vostro corredo. La mossa intelligente è di comprare un solo filtro, dal diametro più grande in base agli obiettivi del vostro corredo, e poi comprare degli anelli adattatori che si trovano a pochissimo prezzo.

Il secondo valore che si può variare è la sensibilità del sensore. Questa può essere impostata in modalità automatica, ed è una buona alternativa quando si registrano scene che prevedono repentini cambi di luminosità. Occorre prestare attensione al rumore digitale che si introduce utilizzando alti numeri di ISO. In linea generale la sensibilità ISO disponibile per i video, nelle comuni fotocamere, è minore di uno stop rispetto a quella disponibile per le foto. Fortunatamente questo trend sta man mano scomparendo, comunque è buona norma rimanere uno o due stop al di sotto del valore massimo, se si vuole ottenere la massima qualità possibile. Se l’alternativa è perdere quel determinato momento, meglio aumentare la sensibilità al massimo. Una registrazione di mediocre qualità è sempre migliore di non avere alcuna registrazione.

Spero di essere stato chiaro, ma se aveste dei dubbi non esitate a lasciare un commento qui sotto. Se aveste trovato utile questo articolo, allora condividetelo, magari aiuterà anche altri. E se non volete perdere i prossimi articoli, iscrivetevi al mio blog!

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