Come ottenere immagini nitide

Lasciando la macchina fotografica decidere tutte le impostazioni può portare spesso ad avere immagini sfocate o mosse. Questo problema può anche capitare quando si scatta in manuale se non si sta attenti ad alcuni particolari. La causa principale è il naturale tremolio delle nostre mani che non è compensato da tempi di esposizione abbastanza brevi, o dall’assenza o poca efficacia della stabilizzazione dell’immagine, generando immagini mosse. Se è sfocata il problema può riguardare il meccanismo della messa a fuoco, ma il più delle volte è l’obiettivo che può avere problemi.

Prima di gettare via la fotocamera o l’obiettivo, o prendersela in maniera più o meno arrogante sui forum o nei confronti dell’assistenza, occorre individuare il problema. Come?
Non guardate alle vostre foto con risoluzione 1:1, cioè ingrandendo l’immagine al 100%. Tutto a quella risoluzione è sfocato e non riuscirete mai a capire se avete un’immagine mossa o sfocata. Guardatele normalmente, al massimo ingrandendo al 50%, e se avete alcune foto nitide, mentre altre sono sfocate o mosse, allora la causa è un tempo di esposizione non sufficientemente breve. Se invece molte delle vostre foto sono sfocate o mosse, allora il problema è l’obiettivo, non la fotocamera. Per averne conferma basta scattare una foto in condizioni ideali (fuori all’aperto durante le ore luminose), e scattando in automatico, su un treppiede, osservate il risultato. Se è sfocata è certamente un problema tecnico.

Problemi di messa a fuoco

I sistemi di messa a fuoco automatica hanno una predilezione nel mettere a fuoco sulla parte sbagliata della nostra inquadratura, rendendo la foto sembrare sfocata nella zona cui si intendeva fotografare nitidamente. A rendere le cose più complicate sono i bassi numeri di apertura del diaframma con l’utilizzo di elevate lunghezze focali, rendono i problemi di messa a fuoco ancora più gravi ed evidenti, perché la profondità di campo che ne risulta è molto piccola.

Si può determinare se l’immagine non nitida è un problema di messa a fuoco cercando nella foto un’area nitida. Per esempio scegliendo il nostro punto di messa a fuoco e posizionandolo sul nostro soggetto, osserviamo che nella foto ciò che è nitido e messo a fuoco sono gli oggetti di fronte al nostro soggetto. In questo caso è l’obiettivo che ha un problema di front-focus: le lenti della messa a fuoco mettono a fuoco a distanze inferiori al nostro soggetto, nonostante vi sia una conferma che mettano a fuoco sul nostro soggetto. Allo stesso modo, se ciò che è dietro al nostro soggetto è messo a fuoco, allora l’obiettivo ha un problema di back-focus.

Le fotocamere sono impostate dalla fabbrica in modalità di scelta automatica dei punti di messa a fuoco, spesso utilizzandone più di uno, mettendo a fuoco in più aree dell’inquadratura. Il risultato è che la fotocamera sceglie la parte sbagliata dell’inquadratura che non coincide con il nostro soggetto. Per risolvere questo inconveniente consiglio di utilizzare il punto singolo di messa a fuoco, muovendolo voi su dove si trova il soggetto.

Molte fotocamere, ed anche qualche cellulare, sfruttano la tecnologia di differenza di fase per la messa a fuoco, che può portare ad immagini sfocate se la fotocamera o l’obiettivo sono disallineati. Per testare questo problema, utilizzando un treppiede o comunque tenendo la fotocamera su un supporto rigido, fate una foto di un oggetto, per esempio un libro, un quadro, in modo che il soggetto sia ben parallelo al piano del sensore, individuato da uno “zero tagliato” vicino al mirino, utilizzando la messa a fuoco automatica. Successivamente sfruttando la modalità Live View, usando lo schermo LCD, mettete a fuoco manualmente e riscattate la stessa foto.

Importate entrambe le foto sul computer e paragonatele. Se la foto scattata con la messa a fuoco automatica è molto più sfocata rispetto a quella scattata con messa a fuoco manuale, allora potreste avere un problema di messa a fuoco. Ma sfruttare solo un obiettivo ed una fotocamera certamente non vi può dare la certezza. Riprovare con più obiettivi, od anche un’altra fotocamera. Se lo stesso obiettivo su più fotocamere da foto sfocate, allora l’obiettivo va portato in assistenza. Se invece è la fotocamera che, nonostante gli obiettivi, produce sempre immagini sfocate, allora il sensore della messa a fuoco della vostra fotocamera è disallineato (nella fotocamera vi sono due sensori: uno è il sensore fotografico vero e proprio, che funge anche per la messa a fuoco, in Live View, mentre un secondo sensore è adibito per la sola messa a fuoco).

Foto mosse

Altre cause di foto non nitide si presentano quando i tempi di esposizione non sono sufficientiemente brevi. In questo caso le foto saranno mosse a causa del naturale tremolio delle nostre mani, visibile anche su soggetti fissi, od il movimento del soggetto, troppo veloce rispetto al tempo di esposizione scelto.

Il modo più semplice per risolvere il problema è diminuire il tempo di esposizione. Ciò significa usare il più piccolo valore di apertura di diaframma, numeri di f/ bassi, e/o incrementare la sensibilità del sensore.

Un’altra soluzione è utilizzare lo scatto in raffica: scattando più foto sarà possibile scegliere sul computer tra quelle più nitide, eliminando quelle sfocate o mosse. La differenza tra uno scatto ed un altro, anche se separati da frazioni di secondo può essere enorme.

Per migliorare ulteriormente la probabilità di avere foto più nitide, nonostante il tempo di esposizione che state utilizzando, una soluzione può essere sfruttare un supporto esterno, come un treppiede (questo è quello che consiglio: treppiede Andoer con testa a sfera; questo quello che posseggo: treppiede Benro). Quando avrete la fotocamera sul treppiede, spegnete la stabilizzazione dell’immagine sul vostro obiettivo (perché su molti obiettivi la stabilizzazione può essere controproducente quando si usa un treppiede, poiché tende a stabilizzare ciò che è già stabilizzato). Inoltre si può sfruttare:

  • Timer:tutte le fotocamere hanno un timer capace di scattare una foto dopo alcuni secondi. Altre fotocamere vi danno la possibilità di impostare quanti secondi attendere dal momento in cui si aziona il timer, e quante foto scattare allo scadere del tempo. In questo modo possiamo includere noi stessi nella foto, ma soprattutto evitiamo qualsiasi vibrazione causata dall’interazione con la fotocamera: nell’intervallo di attesa, qualsiasi vibrazione si attenuerà fino a scomparire, con più possibilità per una foto non mossa;
  • Scatto Remoto: se non volete attendere il timer, si può connettere un telecomando che vi permetta di scattare in remoto la foto. Questi telecomandi possono essere via cavo (suggerisco TriggerTrap che connette la vostra fotocamera al vostro smartphone o tablet o smartwatch, e tramite l’app gratuita disponibile sia su iOS che Android potrete controllare la fotocamera per scattare in varie modalità), oppure wireless, se la vostra fotocamera ha la possibilità di connettersi in Wi-Fi, e sfruttando la relativa app sul vostro cellulare o tablet;
  • Live View o Mirror Lock-Up: le fotocamere DSLR presentano uno specchietto davanti al sensore, il quale permette di poter vedere la nostra inquadratura sul mirino della fotocamera, tramite un prima od un sistema di specchi. Quando questo specchio si alza, nella frazione di secondo tra l’azionamento del pulsante dell’otturatore e l’effettivo scatto, causa delle microvibrazioni che possono influenzare la nitidezza della foto, poiché si trasferiscono sul sensore. Molto dipende dal tempo di esposizione usato. Solitamente tempi di esposizione compresi tra i due secondi ed 1/10 di secondo possono essere influenzati da queste microvibrazioni, ed il modo per eliminarle è appunto sfruttare lo scatto in Live View, dove il sensore acquisisce continuamente l’immagine, e quando vogliamo fotografare il processo è solo elettronico, senza alcuna parte meccanica in movimento, oppure sfruttare la funzione Mirror Lock-Up, che si trova nei menu della fotocamera. In quest’ultimo caso si dovrà premere due volte il pulsante dell’otturatore: la prima volta si alza lo specchio, mentre la seconda si acquisisce l’immagine;
  • Tempi di esposizione brevi: anche se la fotocamera è su un treppiede, il movimento è sempre presente. Può essere del vento che può portare delle vibrazioni sul treppiede, od anche i soggetti che stiamo fotografando, come le nuvole, le foglie degli alberi e quant’altro, anche se il movimento di questi soggetti può fornire delle foto creative.

Migliorare la nitidezza

Per foto ancora più nitide occorre sfruttare l’apertura ideale dell’obiettivo, e soprattutto obiettivi che siano nitidi. Molti obiettivi non danno la migliore nitidezza alla loro minima o massima apertura di diaframma, ma quando sono chiusi di un paio di stop dal minimo valore di apertura del diaframma. Per esempio un obiettivo che ha un minimo di valore di apertura del diaframma ad f/3.5, il massimo della nitidezza si avrà ad f/8, se il valore minimo è f/5.6, si avrà il massimo della nitidezza ad f/11, oppure se il minimo è f/1.8, il massimo della nitidezza si avrà ad f/4.

Un altro aspetto da considerare è la qualità dell’obiettivo e la sua nitidezza. Obiettivi professionali, ed anche cari, offrono una migliore nitidezza a più valori di apertura di diaframma e lunghezze focali. Un investimento da fare, se si vuole il meglio del meglio nella qualità delle immagini dalla vostra fotocamera.

Lasciate pure un commento se non vi è chiara qualche cosa, altrimenti se vi è stato utile, e non avete più foto mosse o sfocate, mettete mi piace e condividetelo in modo che altre persone possano usufruirne, ed iscrivetevi al blog per non perdere i prossimi articoli sulla fotografia e molto di più!

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