Stelle ed oggetti celesti

Panoramica della Via Lattea con il castello di Caltabellotta.
Panorama of the Milky Way in Caltabellotta.

Con l’arrivo della bella stagione sempre più persone stanno volentieri fuori fino a notte inoltrata ad osservare la volta celeste, oggigiorno sempre meno visibile in ambienti cittadini. Per coloro che hanno la fortuna di raggiungere luoghi quanto più privi di inquinamento luminoso, si può avere l’occasione per fotografare le stelle. Esse possono essere anche migliaia di volte più grandi del nostro sole, ma la loro distanza dalla Terra le rende minuscoli puntini nel cielo buio. Le loro ridotte dimensioni, nonostante fonti luminose, richiedono particolari impostazioni ed accorgimenti, affinché il sensore della nostra macchina fotografica riesca a catturarle.

Queste tecniche sono utili anche per fotografare tutti gli oggetti celesti dalle stelle alle meteore, alla Via Lattea.

Una meteora dello sciame delle Perseidi con la parte settentrionale della Via Lattea e di Andromeda.
Perseid Meteor Shower - 2015

Attrezzatura

Iniziamo questa volta con l’attrezzatura base da avere per ottenere buoni risultati. L’elemento essenziale è il treppiede: deve essere in grado di rimanere immobile per molto tempo e capace di sostenere il peso dell’intera fotocamera. Preferibilmente i treppiedi che hanno un gancio centrale sono da preferire, in quanto si può appendere un peso per aumentare la stabilità.
L’obiettivo in dotazione con la fotocamera, di solito il 18-55mm f/3.5-5.6 od un obiettivo superzoom sono già buoni per iniziare a fotografare le stelle. L’ideale sarebbe un obiettivo ultragrandangolare e possibilmente luminoso come il Tokina 11-16mm f/2.8 o la versione aggiornata Tokina 11-20mm f/2.8 sono più consigliati, perché riescono a catturare il doppio della quantità di luce di un obiettivo in dotazione, con una visuale più estesa per coprire una maggiore porzione di cielo. Più luminoso è l’obiettivo, migliore la qualità dell’immagine, perché si può utilizzare una sensibilità del sensore minore, o, a pari sensibilità, si possono ottenere immagini più luminose.
Il terzo strumento quasi indispensabile è un modo remoto per fotografare. Molte fotocamere adesso supportano il controllo da smartphone via wi-fi, ma è una modalità ancora limitata, oltre che ridurre la durata della batteria. La soluzione più affidabile è un controllo remoto dedicato, come quelli proposti dalle case produttrici. Io utilizzo TriggerTrap, che mi permette di collegare lo smartphone alla fotocamera tramite un cavetto unico per ogni fotocamera, e di impostare facilmente il tempo di esposizione. Inoltre, se voglio avere maggiori possibilità di catturare qualche stella cadente, o se volessi realizzare uno star trail, posso impostare l’intervallo di scatto e quante foto scattare. La soluzione più economica è ovviamente di usare il timer integrato della fotocamera, in modo che tra il momento del premere il pulsante e quello dello scatto vero e proprio, la fotocamera abbia tempo sufficiente a stabilizzare qualsiasi movimento indotto ed evitare una foto mossa.
Ho accennato che la durata delle batterie viene ridotta se si usa il wi-fi, ma le batterie si scaricano molto in fretta anche senza il wi-fi. Utilizzare alte sensibilità del sensore soprattutto al freddo della notte, fa drasticamente ridurre la durata di una singola batteria. Il consiglio è di avere almeno due batterie di scorta per essere sicuri di non rimanere senza energia. Un passo successivo è di acquistare un battery grip, dove alloggiare due batterie in modo che la fotocamera possa funzionare senza interruzzioni per una durata maggiore.

La Mole Antonelliana in startrail: per le zone cittadine gli startrail sono la soluzione migliore.
Blue Mole in star trails.

Impostazioni

I nostri soggetti sono puntini luminosi molto deboli, per la loro distanza, ma che sono in movimento. Il primo parametro da impostare è la sensibilità del sensore. Un valore di partenza di 1600 ISO è ottimale, fornendo un buon compromesso tra qualità dell’immagine, in parte degradata dal rumore digitale, e buona esposizione di base per uno sviluppo successivo della foto. Il diaframma va aperto il più possibile: se il vostro obiettivo permette un’apertura di f/2.8, è questa che si deve usare. Minore il numero di f/, migliore sarà il risultato finale. Sfortunatamente non esistono per sensori di tipo APS-C obiettivi ultra-grandangolari più luminosi, con l’unica eccezione dell’obiettivo Sigma 18-35 mm f/1.8 (A) AF DC HSM, mentre per fotocamere con sensori da 35mm vi sono valide opzioni, come per esempio il Sigma 20mm f/1.4 AF DG HSM ART.
Il terzo valore da impostare è il tempo di esposizione. Le stelle appaiono muoversi sulla volta celeste da est verso ovest, anche se in maniera impercettibile all’occhio umano. La fotocamera invece, dato che registra meglio il movimento della luce, rispetto ai nostri occhi, riesce a cogliere questo movimento, e le stelle non saranno più dei puntini nella nostra foto, ma dei piccoli trattini. Questo effetto è dipendente dalla lunghezza focale equivalente che stiamo utilizzando. Esiste una linea guida per calcolare immediatamente il tempo di esposizione massimo per ottenere stelle puntiformi. Conoscendo la lunghezza focale equivalente che stiamo utilizzando, essa sarà il divisore del numero 500, ed il quoziente risultante sarà il tempo massimo in secondi.
Esempio: utilizziamo un sensore APS-C Canon, con fattore moltiplicativo di 1.6, ed un obiettivo con lunghezza focale nominale pari a 18mm. La lunghezza focale equivalente sarà di 28.8, che arrotondiamo a 29mm. Facendo la divisione 500:29=17.24, che arrotondiamo a 17. Questi saranno il numero massimo di secondi che possiamo utilizzare prima che le stelle comincino ad apparire come trattini nella foto. Utilizzando una lunghezza focale nominale di 50mm, avremmo una lunghezza focale equivalente di 80mm, che ci darà un tempo massimo di esposizione di 500:80=6.25≈6 secondi. Con lunghezza nominale di 11mm, si otterrà una lunghezza focale equivalente di 17.6mm che arrotondiamo a 18mm equivalenti, permettendo un tempo di esposizione di circa 27 secondi. Di seguito trovate le tabelle per le lunghezze focali nominali più comuni ed i tempi di esposizione consigliati. Potete costruire anche voi una tabella simile, o semplicemente scaricare questa.

tabella

Se si volesse realizzare uno star trail invece, allora si possono avere dei tempi di esposizione più lunghi rispetto a quelli in tabella.

Altre impostazioni

Oltre ad ottenere una buona esposizione, è necessario avere una foto con la migliore qualità possibile. È consigliato utilizzare il formato RAW, in quanto sarete stupiti dall’incredibile quantità di dettagli che riesce a catturare il sensore della vostra fotocamera. Dettagli utili in fase di sviluppo, e che sarebbero persi se si sceglie il solo formato Jpeg.
Mettere a fuoco le stelle può essere una sfida impossibile per la vostra macchina fotografica, in quanto non ha nessun forte contrasto a cui agganciarsi. Con la messa a fuoco manuale, e scattando qualche foto prova, potete meglio ottenere la messa a fuoco ottimale. Non fidatevi neanche della finestrina presente in alcuni obiettivi con l’indicatore di distanza: molti obiettivi non mettono a fuoco all’infinito esattamente al simbolo di infinito, ma hanno dei punti particolari dove questo risultato si raggiunge. Scegliendo il simbolo di infinito, senza poi controllare il risultato, può produrre una foto sfocata. Questo succede perché l’obiettivo ha messo a fuoco “oltre” l’infinito. Quindi qualche scatto di prova, per controllare la messa a fuoco ed anche l’esposizione, sono necessari.
Per quanto riguarda la modalità di scatto è consigliabile usare uno scatto remoto, come detto sopra, ma il timer può essere utilizzato. Per effetti particolari, come lo star trail, si possono usare tempi di esposizione più lunghi, anche dell’ordine dei minuti: in questo caso si usa la modalità BULB e si imposta il tempo di esposizione opportuno sul comando remoto collegato alla fotocamera.
Il bilanciamento del bianco è difficile da controllare al momento dello scatto, in quanto può essere influenzato dai bagliori dei lampioni delle città, ma solitamente una temperatura di 3500K è ottimale per gran parte delle fotografie stellari. Ricordatevi che se utilizzate il formato RAW, il bilanciamento del bianco può essere variato durante lo sviluppo, in maniera più semplice.

Composizione

Tutte le foto di cieli stellati hanno un elemento terrestre, che sia un albero, un paesaggio, od una persona. È importante avere questo elemento perché da un ottimo riferimento sulla grandezza della volta celeste, o sulla piccolezza di chi sta sulla Terra. Ricercate il punto da cui vorrete fotografare le stelle con cura dunque ed abbiate l’accortezza di trovare qualche elemento in primo piano che possa essa risaltato dal cielo stellato, soprattutto in star trail. Ovviamente da seguire la linea guida dei terzi, anche se si può esagerare ed avere l’orizzonte molto basso nella foto in modo che il cielo occupi gran parte dell’inquadratura. La composizione dipende molto dal risultato finale che volete ottenere.

La volta celeste invernale nei cieli bui lontano dalle città.
Night sky in Caltabellotta, Sicily.

Attenzione a

Abbiate cura di conoscere bene almeno una decina di costellazioni che vi permetteranno di orientarvi nel cielo stellato. Per esempio conoscere la posizione dell’Orsa Minore, con la Stella Polare vi permetterà di individuare la direzione del movimento delle stelle.
Prima di avventurarvi di notte, andate a vedere la località che avete scelto di giorno, in modo che possiate rendervi conto di eventuali pericoli che possono esistere e familiarizzare con essa. Inoltre è un ottimo momento anche per controllare la vostra composizione, o se ci sono elementi particolari che la ostacolano o la migliorano.
Controllate le fasi lunari: il miglior momento per fotografare le stelle è quando vi è la Luna Nuova. Il cielo in questa fase è libero dal forte inquinamento che produce la Luna Piena, e vi permetterà di fotografare anche gli oggetti più deboli. Si può anche fotografare con la Luna Piena, a patto di rivolgerle le spalle e mai averla nell’inquadratura, in quanto può sovraesporre pesantemente la foto. In questo modo avrete anche un paesaggio illuminato abbondantemente e nella foto sembrerà essere giorno.
Infine date un’occhiata alle previsioni meteo: nulla rovina una serata fotografica notturna che delle nuvole che occultano la vostra visuale. Le condizioni ideali sarebbero bassa umidità nell’aria e nessuna nuvola.

Esempio di nuvole che oscurano la volta celeste. A volte bisogna arrendersi.
Orion, clouds, mountain, Church.

Sviluppo fotografico

Solitamente la prima cosa di cui preoccuparsi è azzeccare il bilanciamento del bianco. Un valore intorno ai 3500K è un ottimo valore di partenza e di solito darà i risultati migliori come primo passo. Successivamente si incrementa leggermente il valore di esposizione delle stelle, magari con un gradiente se vi è un paesaggio con delle luci esterne, tramite il valore delle luci. Il cielo deve essere quanto più nero possibile, e dunque si agisce sulle ombre e sui neri. L’eventuale riduzione della rumorosità va fatta in maniera leggera: se si esagera le stelle cominceranno a svanire, in quanto il software le scambia per rumore digitale. Occorre trovare il giusto compromesso. Un tocco di chiarezza può aiutare a far risaltare le stelle, ma è bene non esagerare, in quanto il risultato può essere surreale.
Se si scatta la Via Lattea, oppure le stelle cadenti, allora è bene utilizzare dei colpi di pennello andando a giocare con i valori suddetti ed evidenziando le parti luminose dalle parti scure.
Dopo avere rimosso le aberrazioni cromatiche e le distorsioni dell’obiettivo, si possono esportare le foto e pubblicarle.
Nel caso dello star trail, esistono programmi gratuiti, come StarStax che permette di unire molte foto insieme per creare un’immagine finale con le stelle essere delle semplici linee, oppure a forma di cometa.

Uno star trail che include l’equatore celeste.
Sicilian crest in star trail. Caltabellotta, Sicily.

Per altre astrofotografie cliccate qui e sarete portati al mio album su Flickr.

Spero di essere stato chiaro, ma se aveste dei dubbi non esitate a lasciare un commento qui sotto. Se invece avete trovato utile questo articolo, vi invito a condividerlo: magari aiuterà anche altri. Infine, se non volete perdere gli altri articoli, iscrivitevi al mio blog!

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